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Padre Minozzi e Padre SemeriaGli alunni della classe 4^A Ragioneria del “Galilei” di Sparanise e la loro professoressa di Storia Silvia Delle Fave, saranno premiati a Teano, durante il convegno per il centenario della grande Guerra per un interessante studio sui cappellani militari sparanisani: Padre Giovanni Semeria, don Francesco D'Angelo e don Francesco De Felice. Saranno premiati con pergamena di merito al cospetto del Capo di Stato Maggiore dell’esercito, generale di Corpo d’Armata Danilo Errico, del Sottosegretario di Stato del Ministero della Difesa, Generale di Corpo d’Armata Domenico Rossi, del Presidente Nazionale dell’A.N.B., Generale Marcello Cataldi, del Coordinatore regionale dell’A.N.B. colonnello Pasquale Pino, del sindaco di Teano, ing. Nicola Di Benedetto, del Preside del Foscolo di Teano e Sparanise, prof. Paolo Mesolella. 

Nel loro studio gli alunni sparanisani hanno ricordato le vittime della grande guerra che ha causato 56 morti a Sparanise, 36 morti a Francolise, 33 a Calvi Risorta, 40 a Pignataro Maggiore. Gli effetti negativi della guerra si riversarono sulle famiglie dei morti e sui loro figli; ad essi si rivolse l'attenzione dei cappellani militari che avevano visto le sofferenze e le preoccupazioni dei soldati per i loro figli e le loro famiglie. Padre Giovanni Semeria, già cappellano al Comando Supremo del generale Cadorna, a Sparanise fondò un orfanotrofio femminile per centinaia di orfane di guerra. Fu grande studioso, autore di molte opere e celebre oratore sacro. Dedicò gli ultimi quindici anni della sua vita totalmente al servizio degli orfani della guerra 1915-18 in cui era stato cappellano del comando. Con don Minozzi fondò l’Opera Nazionale per il Mezzogiorno d’Italia con centinaia di orfanotrofi, scuole e colonie, soprattutto nell’Italia meridionale. Le eccessive fatiche spese per procurare il pane ai suoi orfani stroncarono la sua robusta fibra proprio a Sparanise il 15 marzo 1931. A Sparanise, in particolare, nel 1922 Padre Semeria aveva fondato un orfanotrofio per le orfanelle affidato alla cura delle Suore della Sacra Famiglia, bergamasche, dedite al lavoro. Nell'azione educativa le suore erano aiutate anche dal Canonico sparanisano Francesco De Felice, anche lui fine poeta, filosofo e scrittore. L' istituto sparanisano giunse ad accogliere centinaia di bambine provenienti dalla Campania, dalla Basilicata e dalla Puglia. A Don Francesco D'Angelo invece, è dedicata la biblioteca dell'Istituto che custodisce 8 mila libri. A 28 anni partì come Tenente cappellano sul treno da campo n. 252 destinato al fronte russo. Fu catturato dai tedeschi e tradotto nei campi di concentramento di Trapainion in Francia e di Hentingen in Germania. Per ben tre volte riuscì a scampare alla fucilazione. Fu insegnante ed educatore serio e preparato: commentò la Divina Commedia e tradusse autori del cionquecento e gli scrittori latini e greci.   

 
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