Giovedì 25 maggio prossimo, nell’aula magna dell'Isiss “Foscolo” di Teano. si parlerà dell'amore.

La poetessa Lucia Pellino e la fotografa Maria Teresa Marrese presenteranno il loro bel libro di foto e poesie “Solo per Amore”, agli alunni del Liceo Classico e a quelli dell'indirizzo Amministrazione Finanze e Marketing. La manifestazione prevede la presentazione della prof.ssa Carla Maria Carletti ed un intervento della prof.ssa Nunzia Piccirillo. Il libro che sarà presentato agli studenti è un libro delicato che si scopre pagina dopo pagina, foto dopo foto, attraverso piccoli particolari, volti, emozioni, sorrisi, parole, sensazioni e colori che ci parlano dell'amore. L'amore è in ogni parola, in ogni fotografia. 

E' il “pensiero dominante” del libro, nei suoi molteplici aspetti: la tenerezza, la compassione, la premura, il rispetto, la pazienza, l'umiltà e il sacrificio. Descrive, in qualche modo, l'essenza dell'amore umano che non può fare a meno di accettare e di comprendere l'altro, nella buona e nella cattiva sorte. Un invito a superare l'egoismo, l'egocentrismo, il narcisismo e avviare relazioni autentiche basate sulla sincerità e sul rispetto della dignità dell'altro. Così sono nate le poesie di Lucia Pellino, come la bella “Lettera a Marianna”, scritta nel lontano 1979, una poesia che parla dell'amore, dell'amicizia ma anche dell'ipocrisia, del rifiuto, della cattiveria umana verso le donne. Alcune poesie parlano di graffi dolorosi e ricordano esperienze di sofferenza e di tristezza. Anche le foto di Maria Teresa Marrese rappresentano l'animo umano, emozioni semplici e a volte struggenti: i suoi paesaggi in bianco e nero, gli oggetti invecchiati, sono belli, scarni, emozionanti, ma le figure di donne, spesso bambine, sono bellissime, intense, come le loro mani che trasmettano emozioni e serenità. Fa piacere leggere poesie come “Lettera a Marianna”, “A mia madre”, “Dalla stessa parte”, ”il Silenzio”, “Il limite”, “Parole”, “L'effimero”. “Mi accorgo – scrive Lucia Pellino” di aver dienticato del tutto l'effimero in tasca/ma non temete per me/. Io sono piena dei vostri scarti, come quel sorriso inutile/. Non compatitemi/. Di sogni altissimi il mio volare leggerissimo vive”. Della Marrese, dopo la lettura del libro, vengono alla mente gli sguardi tristi, pensosi, curiosi, sorridenti e felici delle fanciulle; quelle mani leggere che accarezzano i capelli, che cercano l'elemosina, pregano e sfiorano una bolla di sapone, quegli uomini soli che aspettano seduti la sera o camminano con gli ombrelli aperti sotto la pioggia e scrutano la calma piatta del mare.  

 

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